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igiene orale,igiene dentale,pulizia della bocca

IGIENE ORALE

   





PERCHÉ IL TERMINE IGIENE DENTALE NON È ETIMOLOGICAMENTE CORRETTO?
                                                    
                                            Il dentista non si interessa solo dei denti ma anche di  tutte le componenti dell’organo della masticazione quindi:
                      • denti
                      • gengive
                      • mascella
                      • mandibola
                      • palato
                      • lingua
                      • articolazione temporo mandibolare
                      • ghiandole salivari

In altri termini si indica una parte per il tutto. Ne deriva che il termine corretto deve essere: IGIENE ORALE


          

COS'È L'ODONTOIATRIA?


L'Odontoiatria è la specialità medica che si occupa della salute della bocca, dei  denti, delle gengive e dell'osso di sostegno dei denti, cioè dell' apparato stomatognatico . La Medicina e l'Odontoiatria moderna hanno progressivamente  modificato l'impostazione primitiva delle cure che limitavano l'intervento al momento dell'emergenza quando il dolore è più acuto e intollerabile.Il dentista moderno, infatti, privilegia la Prevenzione.

QUALI SONO I PRINCIPI FONDAMENTALI ED IRRINUNCIABILI DELLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE DEI DENTI?
sono:

  • IGIENE ORALE QUOTIDIANA

  • IGIENE ALIMENTARE

  • VISITE PERIODICHE DI CONTROLLO

  • ORTODONZIA (se vi è indicazione)

  • USO TERAPEUTICO DEL FLUORO


COS'È LA PREVENZIONE?

  • Prevenire significa prendere le misure necessarie perché una malattia non colpisca.

  • Prevenire significa intercettare le possibili malattie prima che si manifestino o che sono nella fase iniziale, quando sono più facilmente curabili.Così facendo si riducono drasticamente e le sofferenze e le spese sanitarie connesse.


Così facendo si riducono drasticamente e le sofferenze e le spese sanitarie connesse.












COME SI ATTUA LA PREVENZIONE?


                     





  • La Prevenzione inizia con la pulizia della bocca. L'igienista dentale o il dentista rimuove il tartaro e leviga le radici dei denti e ogni ostacolo alla corretta igiene orale domiciliare.

    Insegnano e motivano (fanno capire l'importanza) dell'igiene e il metodo corretto di usare lo spazzolino e il filo dentario e che  è responsabilità del paziente continuare a pulirsi correttamente e metodicamente e che è necessario che si sottoponga a visite di controllo periodiche.

  • L'igiene deve essere eseguita dal paziente dopo ogni pasto o almeno la sera.



Detartrasi levigaggio curettaggio





F
ASI SUCCESSIVE DI GUARIGIONE

COS'È LA FASE DI MANTENIMENTO?

Controllato che il paziente abbia imparato ad usare spazzolino e filo dentario si passa alla fase del mantenimento del risultato.


Quindi bisogna:


  • pulirsi bene i denti regolarmente
  • fare visite periodiche dal dentista nelle quali si riverificherà il livello d'igiene orale, si rimotiverà il paziente, si rieseguirà l'igiene orale e si controlleranno eventuali nuove carie e gengiviti.

  • Dall'alleanza paziente-dentista, nell'ambito della quale ognuno si assume le proprie responsabilità, e se si seguiranno correttamente la parte di loro competenza, si potrà mantenere nel tempo un soddisfacente stato di salute dei denti e delle gengive.

PERCHÉ BISOGNA PULIRSI I DENTI QUOTIDIANAMENTE?


La corretta igiene orale elimina la moltiplicazione dei batteri presenti nella bocca.Questa flora batterica è formata da un ecosistema di circa 200 specie diverse di batteri che si organizzano in colonie e raddoppiano di numero in circa 24 ore.  L'insieme di questi batteri viene denominata placca o meglio patina batterica. Per ogni milligrammo di placca vi sono sono circa 800 milioni di microbi.



QUALI SONO LE CAUSE DELLE MALATTIE DENTARIE?

Circa il 90% delle più comuni forme di malattie che interessano i denti e le gengive (carie, gengiviti e loro conseguenze), sono causate dai microrganismi normalmente presenti nel cavo orale e possono essere  tenute sotto controllo attraverso una corretta igiene orale. Il restante 10% circa riguarda i tumori (per i quali è fondamentale la diagnosi tempestiva), i traumi e le malattie iatrogene, (incuria, imperizia e imprudenza dei medici). Nella bocca c'è un complesso ecosistema  in cui prosperano più di cento specie batteri (piccolissimi esseri viventi che si nutrono, si riproducono, emettono scorie e muoiono). La maggior parte di essi sono saprofiti cioè sostanzialmente innocui. In determinate condizioni possono però diventare nocivi.


I batteri più i residui alimentari fermentati e putrefatti formano la cosidetta: PATINA O PLACCA BATTERICA


PATINA O PLACCA BATTERICA



         

COS'È LA PLACCA O PATINA (BATTERICA)?


La bocca presenta una flora batterica simile a quella delle delle feci.Per placca  o patina s'intende una poltiglia sottile di solito trasparente di materiale gelatinoso molto adesivo che rende i denti scivolosi al tatto. Essa ricopre parte del dente al di sopra e al di sotto del margine gengivale, per questo si distingue la placca sopragengivale da quella sottogengivale anche se sfumano l'una nell'altra. La placca si può rimuovere solo usando bene lo spazzolino con direzione e forza controllata.




DA COSA È COMPOSTA LA PATINA O PLACCA BATTERICA?


La patina batterica è composta da:

  • una componente proveniente dal saccarosio della dieta (zuccheri),

  • parti proteiche derivanti dalla scissione di alimenti ad opera d'enzimi prodotti dai batteri della bocca

  • componente cellulare costituita da un'enorme varietà di batteri

  • nei primi momenti di formazione la placca è facilmente asportabile.

  • è facilmente evidenziabile mediante l'uso di speciali coloranti.



CI SONO SOSTANZE RIVELATRICI DELLA PATINA BATTERICA?


Esistono in commercio sostanze come l'eritrosina che, sotto forma liquida o in compresse, colorano la patina batterica evidenziando le aree cui bisogna dedicare maggiore attenzione. Si scioglie lentamente la pastiglia in bocca o si mettono due gocce sulla lingua spalmando i denti e le gengive per circa trenta secondi. Ci si sciacqua bene la bocca e si osserva con uno specchio ben illuminato.  L'intensità della colorazione (color fuxia), è direttamente proporzionale alla quantità di patina batterica presente in bocca e tra i denti. Poiché la colorazione persiste per molte ore la prova è meglio farla di sera.  E' consigliabile ripetere l'esame per imparare a riconoscere e a memorizzare le zone maggiormente interessate. Infatti, la patina si forma sempre sulle stesse aree.



LA PLACCA O PATINA È DURA O MORBIDA?




Il termine placca deriva dall'impropria traduzione del termine inglese PLAQUE e fa pensare a qualcosa di duro, aderente, difficile da rimuovere. Per questo sembra necessario usare insistenza e forza nello spazzolamento.Il termine appropriato è patina.L'errore di traduzione causa danni gravi e purtroppo frequentissimi: denti abrasi all'altezza dei colletti insieme a gengive escoriate e retratteper l'uso impropriamente violento dello spazzolino. Poche volte un errore di traduzione ha prodotto danni tanto gravi.



COSA SUCCEDE ALLA PLACCA NON RIMOSSA


La patina non rimossa metodicamente e periodicamente con lo spazzolino ed il filo dentario  aumenta sempre più di spessore e con l'arrivo di nuovi batteri e per proliferazione di quelli già esistenti, diventa visibile.Dopo circa tre settimane la patina a causa della precipitazione dei sali salivari (in particolare dei fosfati di calcio) si calcifica diventando simile a gesso duro. A questo punto si forma il tartaro simile al gesso per cui è necessario ricorrere al dentista perché il filo e lo spazzolino non sono più efficaci.

Occorre praticare:

  • la detartrasi rimozione del tartaro

  • lo scaling  levigazione delle radici:

  • root planing, per togliere il cemento morto e tossico ed ogni irregolarità della superficiale dalle radici che impedirebbe la guarigione e favorirebbe il deposito di nuova placca.




IL TARTARO È PERICOLOSO?


La patina non rimossa metodicamente e periodicamente con lo spazzolino ed il filo aumenta sempre più di spessore e con l'arrivo di nuovi batteri e per proliferazione di quelli già esistenti, diventa visibile.  Dopo circa tre settimane la patina si calcifica diventando simile a gesso duro, a causa della precipitazione dei sali salivari (in particolare dei fosfati di calcio).  A questo punto si forma il tartaro per la rimozione del quale è necessario ricorrere al dentista perché filo e spazzolino non sono più efficaci. Occorre praticare la detartrasi o scaling (rimozione del tartaro), che dovrà essere completata, ove necessario, con un'accurata lisciatura delle radici (planing), per togliere il cemento morto e tossico ed ogni irregolarità superficiale dalle radici che impedirebbe la guarigione e favorirebbe il deposito di nuova placca.


COS'È LA CARIE?
                                                       

Definizione O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità): "Per carie dentaria s'intende un processo patologico localizzato, d'origine esterna, che compare dopo l'eruzione del dente e che si accompagna ad un rammollimento dei tessuti duri ed evolve verso la formazione di una cavità". La carie è quindi un processo distruttivo e localizzato che inizia sulla superficie esterna del dente. L'esterno del dente è ricoperto dallo smalto che è il sostanza più dura e resistente del nostro organismo. La parte del dente fuori dalla gengiva si chiama corona. La carie si forma con maggior frequenza sulla superficie masticante oppure a livello del colletto e nella superficie dei denti che si fronteggiano (superficie  interdentale). La carie si ingrandisce più o meno rapidamente verso l'interno del dente, rammollisce la dentina, formando un buco e alla fine raggiunge la polpa dentaria (il nervo). La sensibilità al caldo, al freddo, allo zucchero aumenta man mano con l'approfondimento del buco nel dente.



La carie si forma con maggior frequenza sulla superficie masticante oppure a livello del colletto e nella superficie dei denti che si fronteggiano (superficie  interdentale). Si ingrandisce più o meno rapidamente verso l'interno del dente, rammollisce la dentina, formando un buco e alla fine raggiunge la polpa dentaria (il nervo). La sensibilità al caldo, al freddo, allo zucchero aumenta man mano con l'approfondimento del buco nel dente.









QUALI SONO I FATTORI CHE FACILITANO LA FORMAZIONE DELLA CARIE?


Sono in ordine di importanza:

  • Scarsa igiene orale.

  • Frequente assunzione di zuccheri (liquidi o solidi) senza lavarsi subito dopo i denti.

  • Frequente assunzione di cibi acidi (es. agrumi, aceto).

  • Smalto poco calcificato o con difetti superficiali.

  • Affollamento e malposizionamento dei denti.

  • Apparecchi ortodontici fissi.

  • Restauri dentali inappropriati.

  • Diminuzione della salivazione: la saliva contiene sostanze che neutralizzano l'acidità creata dalla scissione chimica degli zuccheri e ha la proprietà di riminelizzare le superfici dentali.

  • Alimentazione con cibi morbidi che non permettono l'autodetersione.

  • Vomito frequente (per l'acidità

IN CHE MODO I BATTERI DELLA PATINA PROVOCANO LA CARIE?


I batteri che vivono e si riproducono in bocca metabolizzano gli alimenti, soprattutto lo zucchero, lo smontano e producono composti di natura chimica diversa. In particolare: composti acidi in grado di intaccare lo smalto dei denti.  Infatti gli acidi reagiscono con i sali depositati nello smalto e possono corroderlo proprio come l'acido muriatico fa con il pavimento di casa. I batteri inoltre trasformano gli amidi in zuccheri, perciò anche i cibi ricchi d'amido come pasta, pane, crackers cereali in genere, contribuiscono all'azione cariogena dei batteri. In ultima analisi i denti sono al sicuro solo se sono puliti e la flora batterica è ridotta al minimo.



QUALI SONO LE POSSIBILI CONSEGUENZE DELLA CARIE?

Quando la carie si avvicina o raggiunge la polpa dentaria, i microrganismi penetrano nella camera pulpare. Attraverso il canale all'interno della radice raggiungono e, in un tempo variabile, oltrepassano l'apice della radice fino ad invadere l'osso e i tessuti circostanti fino a provocare il cosiddetto ascesso dentario  oppure, in caso d'infezione più grave, possono invadere tutto l'organismo fino alla setticemia. Quindi una carie non curata può portare a complicazioni quali: dolore, ascesso, febbre, granuloma apicale, cisti  odontogena fino ad arrivare a malattie gravissime che possono interessare tutto l'organismo quali appunto  la setticemia, la malattia reumatica che attacca le valvole cardiache, la glomerulonefrite (a carico dei reni), l'iridociclite (a carico dell'occhio).



        

COS'È LA GENGIVITE?



E' un'infiammazione della gengiva provocata dalla moltiplicazione abnorme e non controllata dei batteri,denominata placca batterica o meglio patina batterica  e dalle tossine derivanti dal loro metabolismo e dalle sostanze immesse dalla morte dei batteri stessi.Pulendosi bene i denti metodicamente tutti i giorni la malattia guarisce da sola. Si nota che all'inizio le gengive sanguinano spontaneamente poi mana mano il sanguinamento diminuisce per poi alla fine non si manifesta più. Questo non significa che non bisogna pulirsi regolarmente e bene, e che non si debba fare le visite periodiche dall'igienista ogni 6 -8 mesi.I sintomi sono: sanguinamento gengivale durante la pulizia quotidiana dei denti o quando si masticano cibi duri.

Se si trascura tutto questo dalla gengivite si passa gradatamente e lentamente ad una forma più grave di malattia denominata  parodontite marginale cronica che si aggrava  ma mano con l'età. Infatti poco a poco (per evoluzione cronica), nel corso degli anni, l'infiammazione insieme alla proliferazione dei batteri (infezione) si estende a tutti gli altri tessuti che circondano il dente: l'osso, il cemento radicolare, il legamento parodontale. Allora si parla di parodontite marginale cronica chiamata comunemente piorrea.
I sintomi sono: sanguinamento gengivale durante la pulizia quotidiana dei denti o quando si masticano cibi duri.


          





QUALI SONO I SINTOMI PREMONITORI DELLA PARODONTITE MARGINALE CRONICA O PIORREA?

Questa malattia si presenta in genere in modo evidente nel periodo che va mediamente dai 35 anni in sù

I sintomi sono:

  • l’infiammazione gengivale

  • sanguinamento delle gengive spontaneo o provocato durante la pulizia quotidiana dei denti o quando si masticano cibi duri

  • le gengive si gonfiano e diventano di colore rosso sangue e più sensibili quando si spazzolano e quando si mangia

  • i denti cominciano a vacillare

  • emissione di pus dalle gengive

  • alitosi: fiato puzzolente

  • cibi cambiano sapore

  • dolori non ben determinati alla bocca

  • che sembrano più lunghi dovuto al ritirarsi delle gengive e alla perdita dell’osso che circonda il dente

COME SI FA DIAGNOSI DI PARODONTITE?


si fa valutando:


  • la profondità delle tasche

  • la perdita di osso di supporto dei denti (col sondaggio parodontale)

  • grado di sanguinamento

  • livello di retrazione delle gengive

  • situazione delle biforcazioni (osso che si trova tra i denti con più radici)

  • l’architettura dell’osso rimanente (con una serie di radiografie endorali)

COME SI PASSA DALLA GENGIVITE ALLA PIORREA SCIENTIFICAMENTE DENOMINATA PARODONTITE MARGINALE CRONICA?


La patina batterica si deposita nel solco gengivale, e con l’apporto di  sali minerali e prodotti del catabolismo cellulare si trasforma poco a poco (per evoluzione cronica), nel corso degli anni, in tartaro che se non è rimosso, provoca infiammazione e distruzione dell’attacco epiteliale il quale che si sposta gradualmente e irreversibilmente verso la radice. Aumenta così la profondità del solco gengivale tanto da non poterlo più pulire con lo spazzolino e il filo dentario. Si forma così la tasca parodontale. Qui indisturbati i batteri anaerobi (che non hanno bisogno di ossigeno) proliferano danneggiando gravemente e gradualmente i tessuti che circondano e sostengono il dente: il parodontocioè l'osso, il cemento radicolare, il legamento parodontale. Se non s’interviene inesorabilmente, i denti ormai privi di fondamenta (per la perdita dell'osso di sostegno) anche se sani cadono spontaneamente.  Quindi dalla gengivite si passa gradatamente e lentamente ad una forma più grave di malattia denominata parodontite marginale cronica detta comunemente piorrea che si aggrava con l'età.

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COS'È LA PIORREA O PARODONTITE MARGINALE CRONICA?

La piorrea è il termine usato dai non addetti ai lavori per indicare la fase finale della malattia chiamata parodontite marginale cronica.La parodontite è l’infiammazione del parodonto, cioè di tutto quello che sta intorno alla radice del dente (gengiva, legamento parodontale, osso che circonda il dente).  
La malattia si aggrava con gli anni e vi è uno stretto parallelismo tra la qualità dell'igiene orale e la gravità della malattia.
L'uso improprio dei denti, di per sé dannoso per i denti sani per esempio: rompere noci, tagliare fili, digrignare, stringere i denti per lo stress accelera la perdita dei denti.
La gengivite, poco a poco (per evoluzione cronica), nel corso degli anni, si estende a tutti gli altri tessuti che circondano il dente: l'osso, il cemento radicolare, il legamento parodontale. In tal caso si parlerà di parodontite. Quindi dalla gengivite si passa gradatamente e lentamente ad una forma più grave di malattia denominata parodontite marginale cronica che si aggrava con l'età.
E’ un’infiammazione cronica (si sviluppa lentamente nel tempo) legata alla mancanza d’igiene orale che provoca il distacco della gengiva dal dente per cui il solco gengivale diventa man mano più profondo. Si forma così la cosiddetta “tasca parodontale”. Anche l’osso che circonda il dente si ritira per cui comincia a vacillare. Se non curata in tempo porta alla perdita del dente. Tutto può avvenire senza dolore.Questa malattia si presenta in genere conclamata nel periodo che va mediamente dai 35 anni in poi. La parodontite marginale cronica è una malattia dalla evoluzione irregolare e suscettibile di molte variazioni. I sintomi iniziali sono:alito cattivo, gonfiore e sanguinamento delle gengive spontaneo o provocato al minimo trauma. Infine sempre lentamente ma inesorabilmente, i denti ormai privi di fondamenta (per la perdita dell'osso di sostegno) anche se integri cadono spontaneamente. Questa malattia rappresenta la principale causa della perdita dei denti in età adulta e interessa una grande percentuale della popolazione soprattutto nelle sue forme iniziali (gengivite) e di media gravità; a dispetto di quanto si credeva fino allo scorso decennio, la progressione della parodontite è arrestabile e può e deve essere evitata prima che si giunga alla perdita dei denti o si giunga alle fasi della piorrea. La malattia non ha un andamento a progressione costante, ma procede a scatti.
La malattia si aggrava con gli anni e vi è uno stretto parallelismo tra la qualità dell'igiene orale e la gravità della malattia.L'emissione di sostanze sierose, di sangue e di pus da cui il termine piorrea, indica un sintomo della malattia che è l’emissione di pus dalle gengive che determinano, tra l'altro, l'inconfondibile fetore dell'alito (alitosi) che compromette la vita di relazione.
L'uso improprio dei denti, di per sé dannoso per i denti sani per esempio: rompere noci, tagliare fili, digrignare, stringere i denti per lo stress accelera la perdita dei denti.

Tuttavia con il progresso della Parodontologia con terapie chirurgiche molto raffinate e di conseguenza molto costose non solo si cura la parodontite, con la guarigione delle tasche e la ricostituzione dell'attacco epiteliale, ma addirittura si può ottenere la rigenerazione recuperando gran parte dell’osso perduto.



                 



COSA FAVORISCE LA PIORREA?


  • Non buone condizione di salute generale

  • Situazioni organiche o psichiche che, per l'abbassamento delle difese immunitarie,alterano la capacità dell'organismo di combattere l'azione e la proliferazione dei batteri. (malnutrizione, avitaminosi, diabete, anoressia, uso di droghe, AIDS)

  • La mancanza o carenza di una corretta e regolare pulizia dei denti       

  • L'incostanza nei controlli periodici e nelle sedute di igiene regolari dal dentista o dall'igienista

  • Il fumo

  • Il tartaro                                                                       

  • I lavori odontoiatrici malfatti o inadeguati: otturazioni, corone, ponti

  • I denti storti (affollamento e malposizionamento dei denti)

  • Situazioni anatomiche che rendono difficile o impossibile una corretta igiene orale.(per es: denti del giudizio)

COS'È L'ALITOSI?



E' l'alito maleodorante e fetido. Le cause possono essere diverse:

  • La fermentazione e la putrefazione provocata da particolari batteri dei residui alimentari rimasti tra i denti e la presenza di carie che danno origine a componenti volatili dello zolfo.

  • Trascurata igiene orale trascurata.                     

  • Difficoltà di digestione.

  • Acidità dello stomaco.

  • Dieta troppo ricca di condimenti.



QUANDO BISOGNA PULIRSI I DENTI?


Dopo ogni pasto, come si fa con i piatti sporchi. Se non è possibile di mattino o a pranzo, i denti andrebbero tassativamente puliti la sera, dopo l'ultimo pasto, per evitare di trovarsi raddoppiata, l'indomani mattina, l'intera colonia.




QUALI STRUMENTI BISOGNA USARE PER PULIRSI I DENTI?


  • Lo spazzolino

  • il filo dentario di seta non cerato

  • il dentifricio

  • le sostanze rivelatrici (finchè non si saranno memorizzate le zone della bocca in cui bisogna prestare maggiore attenzione)




A COSA SERVE LO SPAZZOLINO?


Serve a rimuovere la patina da tutte le superfici visibili dei denti e dalle gengive ma anche a pulire la lingua ed il palato.




PERCHÉ È INDISPENSABILE IL FILO INTERDENTALE?


Il filo dentario di seta non cerato (solo questo), è indispensabile per la pulizia ma è anche uno strumento diagnostico perché segnala la presenza di tartaro o di carie. Nella superficie dentale dove si sfilaccia o peggio si taglia di netto, oppure in corrispondenza di un lavoro odontoiatrico mal fatto o non preciso, quali i bordi di corone e di otturazioni sporgenti. Sono condizioni ideali per lo sviluppo indisturbato della patina, perché è praticamente impossibile poterla asportare sia per lo spazzolino che per il filo. Infatti è pressoché costante trovare gengiviti in tutte quelle aree, specialmente tra gli spazi interdentali, che sono occupate da ricostruzioni debordanti. Quasi sempre esse sono è associate anche a un danno osseo. Il filo interdentale si utilizza anche sotto i ponti protesici.  A tal fine vi è in commercio il cosiddetto passafilo.  Si tratta di un ago di plastica con una piccola cruna, flessibile, che consente l'introduzione del filo sotto il ponte, permettendo così la pulizia di un'area altrimenti inaccessibile. Negli ultimi tempi in alternativa al metodo del passafilo è stato introdotto un tipo di filo più grosso, fatto a ciuffi, con un'anima di plastica più robusta, (Superfloss) che si introduce direttamente sotto ai ponti protesici.



COS'È LA TASCA PARODONTALE?

La tasca è un buco o meglio una fessura tra il dente e la sua gengiva: tasca gengivale. E' più grave se l'infezione interessa anche l'osso di sostegno del dente stesso, si parla allora di tasca ossea. In questa fessura, più o meno grande e di forma variabile, i microrganismi possono annidarsi indisturbati, poiché non sono più raggiungibili né dallo spazzolino né dal filo dentario.  Pertanto se la tasca parodontale non è curata dal dentista, può aggravarsi progressivamente fino alla perdita dei denti per mancanza dell'osso di sostegno. Ecco un esempio classico di una seria malattia cronica e progressiva che potrebbe essere evitata orientando le nostre abitudini dall'emergenza alla prevenzione.





A COSA SERVE IL DENTIFRICIO?


L'uso dei dentifrici fluorati in maniera corretta privi nella loro composizione d'elementi che possano interferire nell'azione del fluoro, offrono uno dei mezzi più efficaci nella protezione della carie, sempre che siano impiegati costantemente e non solo sporadicamente. Infatti all'inizio degli anni '80 in molti paesi industrializzati si è rilevato un calo delle carie superiore al 50%. Il merito sembra attribuibile all'incremento dell'uso dei dentifrici fluorati, nonostante che nel frattempo fosse aumentato il consumo di zucchero. Il dentifricio è gradito anche perché contiene componenti tensioattivi e schiumogeni, aromatizzanti e desensibilizzanti. Purtroppo, come abbiamo già descritto, la patina viene disgregata e rimossa esclusivamente dall'azione meccanica dello spazzolino e del filo. Basta usarne pochissimo, una punta, e sempre al fluoro. L'uso del dentifricio fluorato deve essere raccomandato ai bambini oltre i tre anni ed il loro impiego, per lo meno alla luce delle attuali conoscenze, può essere protratto per tutta l'esistenza anche nelle aree con acqua fluorata . Non si sono ancora evidenziate controindicazioni, se non per i bambini più piccoli che, se non controllati, attratti dal gusto, ne ingoiano grandi quantità.

Stare attenti che:

1) l'uso del dentifricio tende a ridurre l'impegno e il tempo necessario per l'esecuzione di un adeguato spazzolamento.
2) La schiuma del dentifricio impedisce il controllo visivo della posizione e del movimento delle setole dello spazzolino durante le manovre di pulizia.




QUALI SONO LE FUNZIONI DEL DENTIFRICIO?


Sono quattro:


1. rimuovere la patina
2. proteggere lo smalto con il fluoro
3. togliere le macchie
4. lasciare l'alito fresco.




QUALI SONO I COMPONENTI DEI DENTIFRICI?



Le paste dentifricie contengono:

  • sostanza abrasive (25-%50%)

  • materiali umettanti e lubrificanti (20-30%)

  • acqua (30-40%)

  • detergenti (per formare la schiuma e asportare le sostanze rimosse con lo spazzolino · aromi · dolcificanti e fluoro (1-2%)


In funzione della abrasività dentifrici in commercio sono divisi in quattro fasce:

  • a bassa abrasività (da 60 a 70)

  • media (da 70 a 100)

  • moderata (da 100 a 120).

  • alta (da 120 a 200)


Su 50 marche diverse solo due ne riportano l'indice.


La capacità di abradere è collegata agli ingredienti ma soprattutto alla grandezza delle particelle e alla forma dei microgranuli. Secondo l'American Dental Association (ADA) l'indice di abrasività di un dentifricio per non arrecare danni allo smalto deve variare nella scala RDA (Relative Dentin Abrasion) da 50 a 200. E' consigliabile quindi utilizzare dentifrici con moderata abrasività pena la conseguenza di intaccare lo smalto.

SI POSSONO RENDERE PIÙ BIANCHI I DENTI?


Sono da evitare i dentifrici con sostanze 'sbiancanti' a base d'abrasivi perché danneggiano lo smalto. Il colore dei denti è determinato geneticamente e non si può, o meglio, non conviene modificarlo. Non esistono in commercio prodotti in grado di cambiare il colore dello smalto. Bisogna inoltre sapere che riferendosi ai modelli massmediologici vedi: televisione cinema etc. i loro denti appaiono bianchissimi per effetto delle luci intensissime degli studi dove avvengono le riprese e quindi non sono modelli imitabili.

SONO UTILI I DENTIFRICI SBIANCANTI?


Se le motivazione di ordine psicologico sono determinanti, per il benessere di sentirsi a proprio agio,lo sbiancamento può essere accettabile considerandolo come una semplice operazione cosmetica che incide poco, per quello che è stato sperimentato fino ad oggi, sulla salute e durata dei denti.

CON QUALI METODI SI TOLGONO LE MACCHIE DEI DENTI?


Dato che tutti dentifrici contengono una componente abrasiva, l'igiene orale correttamente eseguita con uno spazzolino di durezza media e un normale dentifricio è in grado di rimuovere le macchie causate da depositi di tartaro o da caffè o fumo oppure dovute al cibo. Sono inoltre in grado di mantenere costantemente nel tempo la tonalità naturale del dente. Nelle visite periodiche di controllo inoltre il dentista o l'igienista asporta con gli ultrasuoni o strumenti a mano il tartaro e rimuove le macchie resistenti.

E PER I DENTI MACCHIATI PROFONDAMENTE?


Vi sono macchie che pigmentano profondamente lo smalto e la dentina con danno estetico evidente.

Sono generalmente collegate:

  • all'invecchiamento

  • a pregressi trattamenti odontoiatrici

  • abuso di tetracicline (in età pediatrica) e di alcune ormoni.

  • denti devitalizzati

In questi casi il dentista d'accordo col paziente possono decidere se conveniente sottoporsi ad un trattamento sbiancante eseguito con preparati professionali.

Il trattamento prevede l'uso di paste speciali abbinate ad agenti tensioattivi. L'esito è garantito perché, oltre al normale effetto abrasivo che rimuove le macchie più esterne, i principi attivi di queste paste attraversano lo smalto e agiscono rimuovendo le colorazioni dello strato situato tra lo smalto e dentina. Il risultato però non è garantito al 100% perché anche per i denti esistono le macchie impossibili da rimuovere. Col passare del tempo l'effetto sbiancante però si attenua e può essere ripetuto dopo 2-3 anni
.



CHE EFFETTO HA IL FUMO?


Il fumo e soprattutto la nicotina sono dannosissimi per le gengive perché necrotizzano i tessuti. Infatti, le macchie di fumo difficilmente vengono tolte dal dentifricio e si riformano a poche settimane di distanza anche se sono state tolte dal dentista. E' proibito fumare dopo un intervento chirurgico in bocca, pena il probabile insuccesso dell'intervento.

PERCHÉ L' IGIENE ALIMENTARE È CONSIDERATA IL SECONDO CAPOSALDO DELL'IGIENE ORALE?


La divaricazione tra natura e cultura appare evidente nell'evoluzione dell'alimentazione moderna. Mentre l'apparato masticatorio umano meccanicamente e fisiologicamente è rimasto anatomicamente invariato negli ultimi 5.000 anni di civiltà, negli ultimi cento anni è cambiato radicalmente il nostro modo di nutrirci. Mangiamo cibi cotti, appiccicosi, molli, privi di fibre, senza crusca, eccessivamente zuccherati.  Tali caratteristiche favoriscono enormemente la proliferazione dei microbi presenti nella bocca.  La cosiddetta BIOMANTENIBILITA', in altre parole la capacità della bocca d'autodetergersi attraverso l'uso degli alimenti naturali, è molto diminuita. Anche per tale motivo si è prodotto un aumento marcato delle malattie della bocca, tanto da annoverarle tra le nuove malattie del secolo. Poiché l'alimentazione dell'uomo varia in funzione delle epoche, delle mode, delle culture, delle ideologie, delle religioni, delle aree geografiche, delle stagioni, delle contingenze economiche, dei gusti individuali etc., il dentista consiglia: dopo aver mangiato, in ogni caso, è indispensabile pulirsi i denti ed è bene evitare l'assunzione di zuccheri specie se appiccicosi e di dolciumi in genere, fuori dei pasti. Infatti come regola universale si può affermare che: un alimento è tanto più cariogeno quanti più zuccheri contiene e quanto più a lungo rimane sui denti.

PERCHÉ SONO NECESSARIE LE VISITE PERIODICHE DI CONTROLLO?


La carie e la gengivite hanno un'evoluzione lenta e sono facilmente diagnosticabili.  Se si intercettano allo stadio iniziale è più facile curarle con risultati sicuri, senza dolore e con costo biologico, economico ed emotivo limitati. Le visite di controllo vanno programmate nel tempo ad intervalli calcolati in base alla capacità del paziente di pulirsi bene i denti, alla suscettibilità individuale e/o ereditaria di ammalarsi, all'alimentazione che il paziente predilige, alla necessità di controllare e revisionare i manufatti odontoiatrici ed alla situazione ortodontica. E' comunque indispensabile una visita ogni 5-6 mesi: è il lasso di tempo sufficiente per intercettare sul nascere un'eventuale carie in formazione, di controllare lo stato di salute delle gengive, di togliere il tartaro e le macchie sui denti che nel frattempo, nonostante la più grande attenzione, si saranno formati. Se si segue questo consiglio si può essere ragionevolmente tranquilli sulla preventiva scoperta d'eventuali patologie o d'altri tipi di disturbi.

PERCHÉ SONO INDISPENSABILI LE VISITE PERIODICHE PER I BAMBINI?

Particolare cura e attenzione bisogna dedicare ai bambini.  Al contrario di quanto si creda, i denti da latte sono molto importanti sia per le normali funzioni dei denti ma anche e soprattutto perché i denti decidui guidano e condizionano l'eruzione e il corretto posizionamento dei denti definitivi. Trascurare la crescita dei denti dei nostri bambini perché "tanto cascano" è un comportamento sciocco ed espone al rischio di evitabili malattie la cui eventuale progressione può condurre anche all'estrazione prematura le cui conseguenze possono portare a fastidiose e costose cure ortodontiche. Quindi bisogna astenersi dal praticare estrazioni di denti decidui prima del nono anno di età. Per evitare carie si possono applicare nei bambini sostanze sigillanti contenenti fluoro nei solchi e nelle aree dei denti che si valuta possano essere a rischio. Si debbono infine controllare tempestivamente eventuali fori congeniti (difetti di coalescenza dello smalto), soprattutto nei denti definitivi che erompono nel periodo di età che va dai 6 ai 12 anni.  Questi fori congeniti se non intercettati e curati in tempo, diverranno in breve tempo carie devastanti e difficili da curare.

LE GESTANTI HANNO BISOGNO DI CURE PARTICOLARI?



Per le donne in stato di gravidanza bisogna avere grande attenzione. Durante la gravidanza l'ambiente orale subisce una serie di modificazioni. Notevoli sono i cambiamenti che avvengono nella cavità orale delle gestanti:

  • variazioni del colore della gengiva da rosa pallido a rosa scuro

  • le gengive diventano più edematose (gonfie)

  • più friabili.

  • In queste condizioni le gengive sono più facilmente aggredibili dai batteri del cavo orale, mentre l'acidità, seppur modesta della saliva può intaccare i componenti organici e minerali dei tessuti del dente.


I sintomi che si possono verificare sono:

  • edema,

  • sanguinamento spontaneo ed allo spazzolamento,

  • alito cattivo,

  • pseudo tasche gengivali

  • a volte pure piccole formazioni gengivali, denominati epulidi gravidiche.Si tratta di una infiammazione delle gengive è spesso localizzata ai denti anteriori, accompagnata da mobilità degli stessi ed può allarmare anche per i dolori sordi e diffusi.


Prevalentemente si verifica tra il terzo ed il sesto mese è dovuta ai cambiamenti ormonali che si verificano naturalmente e fisiologicamente in gravidanza. Infatti aumenta notevolmente il progesterone e gli estrogeni. Il cambiamento dell'equilibrio ormonale, influenza anche la composizione chimica della saliva che tende a diventare più acida inducendo una certa imbibizione di tutti i tessuti. I cambiamenti ormonali possono anche indurre un indebolimento delle difese gengivali con una diminuzione della cheratinizzazione gengivale (corneificazione) oltre che una diminuzione della produzione di anticorpi e linfociti. Per questo motivo nel periodo della gestazione i focolai di carie preesistenti possono subire un rapido aggravamento. E per finire le gengive gonfie rendono più difficile l'igiene orale. Pertanto è fondamentale il controllo della placca batterica. Controllo che avviene sia mediante un'igiene professionale: detartrasi mensile dal terzo al quinto mese sia istruendo scrupolosamente le gestanti sulle tecniche igieniche domiciliari più appropriate. Quindi è estremamente importante che la gestante si affidi al dentista al fine di evitare infezioni gengivali, ascessi che richiedono l'uso di antibiotici che possono danneggiare il nascituro oltre che provocare alla madre in un periodo così delicato vedi: disturbi alimentari. La parola chiave è quindi prevenzione con controlli professionali.



DURANTE LA GRAVIDANZA LE CURE DAL DENTISTA POTREBBERO ESSERE PERICOLOSE PER IL BAMBINO?


In linea di massima non ci sono ragionevoli rischi, anche dovendo ricorrere all'anestesia. Tuttavia conviene limitare gli interventi ai casi urgenti ed inprocrastinabili, soprattutto gli esami radiografici e rinviare,ove possibile, le cure. Evitare soprattutto le cure durante i primi tre mesi della gravidanza, che sono i più delicati per la formazione del nascituro, rimandandoli, ai mesi successivi. Per le modifiche fisiologiche che si verificano durante la gravidanza, soprattutto l'aumento del livello di progesterone, che facilita la proliferazione dei batteri della bocca ed indebolisce le difese del sistema immunitario, conviene:

  • Intensificare la cura dell'igiene orale.

  • Nell'arco della gravidanza sottoporsi ad almeno due visite di controllo.

  • Consultare il dentista ai primi sintomi di fastidio alle gengive o ai denti così che sia possibile intervenire il più precocemente possibile.

  • Evitare o limitare o al massimo l'uso di farmaci.

  • Assumere sotto controllo odontoiatrico e/o ginecologico il fluoro. (vedi domanda sull'uso del fluoro).

QUALI SONO I RAPPORTI TRA PREVENZIONE E ORTODONZIA?

L'Ortodonzia è la branca dell'Odontoiatria che si occupa del corretto posizionamento ed allineamento dei denti e quindi dell'estetica facciale. Gli spostamenti dentali vanno eseguiti nel rispetto dei tessuti parodontali, dell'articolazione temporo-mandibolare e dei rapporti occlusali (ingranaggio dei denti). Tra i 'denti storti' è più facile che il cibo si intasi costituendo un ottimo pascolo per i microrganismi orali con le conseguenze già considerate.  Da qui la necessità della cura ortodontica.

In Internet vi sono molti siti che terrorizzano i lettori più sprovveduti.
Sopra sono indicati due indirizzi che rappresentano le tesi scientifiche più accreditate:

FLUOROPROFILASSI






Pubblicato in data 19/giu/2012
L'importanza del fluoro nella prevenzione dentale. Intervista a Laura Strohmenger, professore ordinario dell'Università degli Studi di Milano
e
membro del gruppo di lavoro Linee Guida nazionali Ministero della Salute.

QUAL È L'IMPORTANZA DEL FLUORO NELLA PREVENZIONE?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità è promotrice della Prevenzione Stomatologica. Nel 1975 la sua Assemblea Generale ha raccomandato la fluorizzazione a tutti gli Stati membri. Nel 1981 ha incluso il fluoruro di sodio tra i farmaci essenziali.
Il fluoro preso per tutta la vita in dosi più che doppie a quelle terapeutiche non provoca alcuna reazione negli organi e negli apparati. Il fluoro può inoltre essere aggiunto alle acque potabili. Il 29 maggio 1975 la 28° Assemblea Mondiale dell'OMS ha testualmente affermato: "l'ottimizzazione del contenuto in fluoro dell'acqua potabile rimane il più efficace mezzo fino ad oggi conosciuto per prevenire la carie".  Un programma di fluorizzazione dell'acqua si attua negli Stati Uniti e in alcuni stati Europei per un totale di 200 milioni di persone trattate.  E' stata stimata una riduzione dell'incidenza della carie del 50-60%.   Dosaggio ottimale per le acque: 1 p.p.m./l. La fluorizzazione del latte, fluorizzazione del sale da cucina rimane comunque una scelta politica sanitaria. Vi sono alimenti ricchi di fluoro come: sardine, salmone, thé, frutti di mare.

COME AGISCE IL FLUORO?


E' stato accertato scientificamente che il fluoro sotto forma di ione esercita azione carioprofilattica.  Lo ione fluoro entra nella struttura dei cristalli di idrossiapatite (costituenti fondamentali inorganici dello smalto), trasformandolo in fluoroapatite che è insolubile in acqua.  Sotto questa forma lo smalto è più resistente all'effetto corrosivo degli acidi orali. Durante lo sviluppo dei denti (fase di mineralizzazione) gli ioni fluoro vengono incorporati nella compagine delle molecole di idrossiapatite trasformandolo in fluoroapatite. Inizialmente il fluoro inoltre favorisce la remineralizzazione dello smalto intaccato dagli acidi e, particolare non trascurabile, inibisce il metabolismo dei batteri della placca.

COME SI PUÒ ASSUMERE IL FLUORO?


Il fluoro si può assumere con il dentifricio al fluoro, che riduce l'incidenza della carie del 30%.  Le compresse di fluoro, reperibili in farmacia, riducono l'incidenza della carie del 50%.

QUAL È IL DOSAGGIO OTTIMALE DEL FLUORO?


Sotto controllo medico, il fluoro può essere somministrato:

  • alle gestanti dal 6° mese di gravidanza: dosaggio 1 mg al giorno.

  • alle madri che allattano: dosaggio di 1 mg. al giorno.

  • al bambino, sotto controllo del pediatra:


dosaggio:


  • 1 compressa da 0,25 mg.fino a 2 anni

  • 2 compresse da 0,25 mg. da 2 a 3 anni

  • 3 compresse da 0,25 mg. da 3 a 4 anni

  • 1 compressa da 1 mg. da 4 a 13 anni


Le compresse possono essere sciolte nell'acqua, nel latte, nel succo di frutta. L'odontoiatra o il pediatra nel caso dei bambini se attua tale profilassi deve essere a conoscenza della concentrazione del fluoro nell'acqua potabile del luogo dove vive il paziente e inoltre deve tener conto delle abitudini alimentari dello stesso. Il fluoro può inoltre essere aggiunto alle acque potabili. Il 29 maggio 1975 la 28° Assemblea Mondiale dell'OMS ha testualmente affermato: "l'ottimizzazione del contenuto in fluoro dell'acqua potabile rimane il più efficace mezzo fino ad oggi conosciuto per prevenire la carie." Un programma di fluorizzazione dell'acqua si attua negli Stati Uniti e in alcuni stati Europei per un totale di 200 milioni di persone trattate. E' stata stimata una riduzione dell'incidenza della carie del 50-60%.  Dosaggio ottimale per le acque: 1 p.p.m./l. La fluorizzazione del latte, fluorizzazione del sale da cucina rimane comunque una scelta politica sanitaria. Vi sono alimenti ricchi di fluoro come: sardine, salmone, thé, frutti di mare.

 
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